sabato 21 aprile 2012

omaggio all'ALBA




SALUTO  ALL' ALBA
Guarda il giorno che nasce!
Poiché è la vita, la vera vita della vita.
Nel suo breve corso
posano tutte le verità e le ricchezze della tua esistenza:
la gioia della crescita,
la gloria dell'azione,
lo splendore del compimento.
Poiché ieri non è che un sogno,
e il domani soltanto una visione.
Ma l'oggi vissuto bene rende
ogni giorno trascorso un sogno
di felicità!
e ogni domani una visione di speranza.
Guarda perciò attentamente il giorno che nasce!
Questo è il saluto all'Alba.

(Kalidasa, drammaturgo indiano)


equilibrio

"Trovare un equilibrio interiore è difficile, ma ancora più
difficile è conservarlo, poiché la vita quotidiana ci presenta
continuamente nuove difficoltà da affrontare. 
Che tali
difficoltà siano personali oppure collettive, ciascuno le
percepisce come dei colpi, degli scossoni, delle lacerazioni, e
si sente sballottato, sconvolto, disorientato. 
Qualsiasi cosa si
faccia per resistere e mantenere l’equilibrio, non ci si può
riuscire finché non si possiede un buon sistema filosofico. 
Un buon sistema filosofico rivela agli esseri umani per prima
cosa ciò che essi sono, su quale materia devono lavorare e di
quali strumenti dispongono per questo lavoro. 
Mostra loro il cammino che 
dovranno percorrere per raggiungere la vetta, la meta
divina. È verso questa meta, verso questa vetta che essi devono
tendere, poiché soltanto là saranno liberi e troveranno riparo.
Sì, perché per essere al riparo, è necessario che non perdano
di vista la vetta divina, che si colleghino ad essa, di modo che,
quando le passioni umane – le proprie e quelle degli altri –
inizieranno a dilagare, non ne siano travolti. 
Se si sentono
sopraffatti, disorientati o perfino distrutti, è colpa loro:
sono rimasti troppo in basso. 
È stato mostrato loro un sentiero
che conduce fino all'unico luogo dove saranno al sicuro e sono
state date loro delle scale. 
Allora, perché non si arrampicano? "



Omraam Mikhaël Aïvanhov 

domenica 8 aprile 2012

...tempo per la VITA

Non ti auguro un dono qualsiasi,
Ti auguro soltanto quello che i più non hanno.
Ti auguro tempo, per divertirti e per ridere;
se lo impiegherai bene, potrai ricavarne qualcosa.
Ti auguro tempo, per il tuo Fare e il tuo Pensare,
non solo per te stesso, ma anche per donarlo agli altri.
Ti auguro tempo, non per affrettarti e correre,
ma tempo per essere contento.
Ti auguro tempo, non soltanto per trascorrerlo,
ti auguro tempo perché te ne resti:
tempo per stupirti e tempo per fidarti
e non soltanto per guardarlo sull’orologio.
Ti auguro tempo per toccare le stelle
e tempo per crescere, per maturare.
Ti auguro tempo, per sperare nuovamente e per amare.
Non ha più senso rimandare.
Ti auguro tempo per trovare te stesso,
per vivere ogni tuo giorno, ogni tua ora come un dono.
Ti auguro tempo anche per perdonare.
Ti auguro di avere tempo,
tempo per la vita.
















(poesia Sioux)

martedì 3 aprile 2012

ascolta il tuo CUORE

foto di Massimo Dadone

Lo sai...

…che i vostri cuori conoscono in silenzio i segreti dei giorni e delle notti.


Lo ha detto Kahlil Gibran, ed aveva ragione. 


Ascolta, quindi, il tuo cuore.


Coltiva questa abilità. 
Esercitala. 
Producila. 
Perfezionala.


Non è poi così difficile. 
Stai semplicemente in silenzio con te stesso. 
E per l’amor del cielo, smetti di dare ascolto alla tua mente. 
Non vi troverai la verità. 
Puoi trovarvi la risposta, ma non sarà la verità a meno che non coincida con la risposta che hai nel cuore.
Tu pensi che ci sia di più da conoscere sulla vita, ma non è così. 
Il tuo cuore custodisce la chiave. 
Il tuo cuore custodisce la saggezza. 
Il tuo cuore custodisce il futuro. 
La tua mente non conosce altro che il passato. 


Essa immagina che il futuro sarà esattamente uguale a ieri, quindi prende le proprie decisioni basandosi sul passato.

Solo il tuo cuore può vedere al di là dell’orizzonte della memoria.


lunedì 2 aprile 2012

...PURA BELLEZZA




















L'infinito
  Sempre caro mi fu quest'ermo colle,
e questa siepe, che da tanta parte
dell'ultimo orizzonte il guardo esclude.
Ma sedendo e mirando, interminati
spazi di là da quella, e sovrumani
silenzi, e profondissima quiete
io nel pensier mi fingo; ove per poco
il cor non si spaura. 
E come il vento
odo stormir tra queste piante, io quello
infinito silenzio a questa voce
vo comparando: e mi sovvien l'eterno,
e le morte stagioni, e la presente
e viva, e il suon di lei. 
Cosí tra questa
immensità s'annega il pensier mio:
e il naufragar m'è dolce in questo mare.

G.Leopardi